haiku gay Gli haiku per Joel Derfner, il giovane autore di Gay Haiku (edito presso la Broadway Books), sono diventati un mezzo scherzoso per parlare dall'interno dell'universo gay con simpatia, complicità e molta autoironia. Le traduzioni presentate qui sotto, effettuate da Anna Lisa Somma, sono, più che letterali, a senso, per tentare di riprodurre l'atmosfera scherzosa degli haiku originali.


Joel Derfner è nato a Charleston (Sud Carolina); si è laureato in linguistica ad Harvard e in "musical theater writing" all'università di New York.


You think Kirkegaard
is a new deodorant.
I must be insane.


Pensi che Kirkegaard
sia un nuovo deodorante
Devo essere pazzo.


Yes, I know we have
to march for equal rights. But –
Can't we have brunch first?


Sì, lo so che dobbiamo
marciare per la parità dei diritti. Ma –
Non potremmo prima fare il brunch?


I don't understand.
You love it when I do that –
Wait, no. That's Stephen.


Non capisco.
Ti piace quando faccio così. –
Aspetta, no. Quello è Stephen.


I had a good time. –
Hope I'll see you again soon.
(Here, "soon" means "never".)

Sono stato bene. –
Spero di rivederti presto.
(Qui, "presto" significa "mai".)


Bibliografia: Derfner J., Gay haiku, Broadway Books, 2005, pp. 128, € 12,08.
Sito internet: Gay haiku (da qui è stata tratta l'immagine presente qui sopra)
Inoltre, da questa pagina puoi spedire una cartolina con uno dei gay haiku.

 

 







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