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*Stile kogal (コギャル, kogyaru)
Fascia d'età: principalmente ragazze liceali.
Etimologia: le origini della parola non sono chiare. Gal deriva sicuramente da una storpiatura dell'inglese girl. Alcuni ritengono che ko stia semplicemente per piccola (che, in giapponese, si dice appunto ko; l'intera espressione quindi significherebbe piccola ragazza), mentre per altri deriva da kōtō gakkō (高等学校, scuola superiore), dati l'appartenenza di molte kogal a questa fascia d'età o l'abbigliamento che comprende anche uniformi da liceali.
Storia: La moda è sorta tra le adolescenti verso la metà degli anni '90, ed è andata poi evolvendosi, differenziandosi in diversi indirizzi (vedi sottogruppi).
Obiettivo: emulare alcune famose cantanti e le ragazze occidentali.Modelli: le "idols" Ayumi Hamasaki e Namie Amuro; le ragazze occidentali.
Caratteristiche generali: l'abbigliamento e il trucco sono piuttosto vistosi. Le kogal si "occidentalizzano" il corpo con l'abbronzatura, utilizzando fondotinta scuri e tingendosi i capelli anche con colori molto appariscenti. Malgrado le linee di fondo comuni, ciascuna ragazza cerca di sviluppare per proprio conto il suo look.
Stile di vita: le kogal amano passare il loro tempo libero a fare shopping, o insieme nei principali centri commerciali urbani. Alcune ragazze riescono a mantenere il loro stile di vita grazie ai (generosi) contributi dei genitori, mentre altre, per racimolare il denaro, ricorrono all'enjo kōsai, cioè a una relazione dietro compenso (le ragazze frequentano uomini anche molto più grandi di loro ricevendono soldi e/o regali). Sia a causa di quest'atteggiamento, sia per via del loro abbigliamento, le kogal sono spesso scambiate dagli occidentali per prostitute.
Caratteristiche dell'abbigliamento: sono molto usate le uniformi da liceali, minigonne, top e vestiti piuttosto corti; scarpe dal tacco molto alto (10-15 cm); "loose socks" (in giapponese: ルーズソックス, rūzu sokkusu), una via di mezzo tra calzettoni e scaldamuscoli.
Caratteristiche del trucco: spesso è chiaro per creare un forte contrasto col colore della pelle (vedi foto n. ), ma spesso si ricorre anche a scelte cromatiche forti (se non violenti) per attirare l'attenzione. Spesso vengono anche usate unghie finte
Accessori principali: le kogal sono grandi amanti della tecnologia, e per questo non mancano mai di farsi accompagnare dai telefonini dell'ultima generazione. Per quanto riguarda l'abbigliamento, sono molto amati gli accessori disegnati dai designer,
Passioni: shopping, tecnologia, teen idols (cantanti j-pop e j-rock) .
Firme preferite: Burburry, Cocolulu, Louis Vuitton (per le borse), Albarosa (come si può vedere dalla t-shirt della ragazza nella foto; la foto è tratta da qui).
Slang: grazie a numerose contaminazioni con la lingua occidentale per definizione, l'inglese, è nato il kogalese (コギャル語, kogyaru-go).
Luoghi cult: i centri commerciali del quartiere Shibuya di Tokyo, in particolare il 109 building, considerato la culla del movimento kogal.
Motivazioni sociologiche e antropologiche: molti hanno voluto leggere questo smisurato bisogno di materialismo e di emergere delle kogal come un sintomo dell'ampio vuoto spirituale e psicologico che caratterizza il Giappone contemporaneo: ai tradizionali valori del dovere e dell'operosità, queste ragazze preferiscono infatti una vita disordinata, all'insegna del vacuo e dell'appariscente. Si oppongono dunque ai dettami imposti dalla società e dalla scuola attraverso il loro stile provocatorio, trasgressivo e disorientante.
Curiosità: secondo alcuni, il fenomeno delle gothic lolita sarebbe nato in contrapposizione a quello delle kogal per rivendicare un'innocenza di stampo infantile.
Sottogruppi: le kogal si suddividono in diversi gruppi, a seconda della tinta scura della pelle o delle scelte in fatto di look. Qui ricordiamo le ganjiro, le gonguro, le yamamba.
Bibiliografia
Sul fenomeno in generale e, in particolare, sul kogalese, lo studio della dottoressa Miller.

Immagine tratta da qui.
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