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Un piccolo percorso per scoprire insieme come questo sentimento sia cantato nella poesia giapponese attraverso gli haiku. (*sezione in
costruzione*)
La donna nel XVII secolo
La donna deve esser pudica e riservata, e non può mostrare i suoi sentimenti all'uomo; può limitarsi a quel che suggerisce un proverbio giapponese: iya kaburi wo tate ni furu, ossia a dir di no, e contemporaneamente far segno di sì con la testa per mostrare l'opinione opposta del cuore. Un bell'esempio è fornito da questo haiku di Kitamura Kigin (1618-1703):
Natsu-yase to
hotaete ato wa
namida kana.
E' un dimagrimento estivo,
ha risposto, ma dopo...
Oh, le lacrime!
La donna, interrogata dall'uomo sul suo aspetto sciupato, non può che mentirgli dicendo che si tratta di un semplice dimagrimento dovuto alla calura, e non d'una consunzione provocata da un amore doloroso. La farsa ha vita breve: la donna, infatti, scoppia ben presto a piangere, rivelando così i suoi sentimenti.
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